CRIPTOVALUTE NEWS

By 16 Nov 2017NEWS

PANORAMICA DEL MERCATO

Una settimana di caos nel mondo delle cryptovalute; o almeno per una parte di queste.

A guidare i movimenti sono le notizie dalla comunità di Bitcoin che, a sorpresa, ha deciso di rinunciare all’aggiornamento denominato Segwit2x su cui si sono registrate divisioni fin dall’inizio dell’anno.

Come al solito bruschi movimenti della principale valuta portano non poche reazioni anche in tutte le alt-coin.

Meno coinvolto, invece, Ethereum le cui pecularità rendono la valuta meno speculativa e più concentrata sullo sviluppo.

COSA HA CAUSATO IL CROLLO

Ormai da un anno la comunità Bitcoin sta discutendo su come rendere maggiormente scalabile la cryptovaluta (cioè su come permettere un maggior numero di transazioni sulla rete ormai in fase di saturazione).

A maggio i maggiori player, riuniti a New York, hanno siglato un accordo che prevedeva l’implementazione, in due fasi, dell’aggiornamento denominato Segwit2x. Si tratta di una mediazione tra due visioni contrastanti all’interno della comunità:

una parte dei miners asiatici (cinesi in particolare) ha sempre sostenuto la necessità di aumentare la dimensioni dei blocchi da minare (attualmente limitata ad 1 MB) per poter ospitare un maggior numero di transazioni per blocco.

un’altra parte della comunità, preoccupata che il controllo della rete potesse finire ai grandi miner cinesi, sosteneva la necessità di sviluppare altre soluzioni (ad es. Segregated Witnesses o le Lighting Networks).

Il compromesso prevedeva l’applicazione ad Agosto di un primo aggiornamento (Segregated Witness). Questo primo aggiornamento è stato implementato ma una parte della comunità ha deciso di forkare la blockchain per dare origine a BitcoinCash (che non implementa Segwit ma ha aumentato ad 8 MB la dimensione del blocco).

Intorno alla metà di novembre il secondo aggiornamento di Bitcoin avrebbe dovuto portare a 2 MB la dimensione del blocco tramite un fork della blockchain. Nonostante più dell’80% dei miners segnalasse voler procedere, la diffidenza dei player occidentali (tra cui molti exchanger) hanno costretto la comunità ad annullare il fork.

PIU’ NEL DETTAGLIO

Come abbiamo spiegato nei focus precedenti tutte le transazioni sono inserite in blocchi, che vengono validati dai miners. Tale processo è assolutamente necessario per rendere sicuro il pagamento (evitare che si spendano due volte gli stessi bitcoin ed consentire di non spendere più valuta di quella in possesso).

L’algoritmo originale di Satoshi Nakamoto aveva previsto un limite alla dimensione di ciascun blocco pari ad 1MB. Dato il ritmo di validazione dei blocchi e la dimensione massima, questo significa che la rete può gestire un massimo di 3 transazioni per secondo.

Dato l’incremento di transazioni registrato in questi ultimi anni (… e mesi) dovuto all’interesse verso le valute la rete si è saturata e sono aumentate in misura molto sensibile le commissioni di transazione richieste e si sono dilungati i tempi per avere la conferma dell’avvenuta transazione.

LE SOLUZIONI

La prima soluzione proposta è quella di aumentare le dimensioni di ciascun blocco, in maniera tale che in ogni blocco possano entrare un numero maggiore di transazioni.
Nonostante fosse una soluzione piuttosto semplice e pienamente conforme all’idea originale di Nakamoto la comunità è risultata sempre molto scettica.

In particolare aumentare la dimensione del blocco implica una maggiore centralizzazione della rete verso i miners che hanno già più potere di calcolo (cioè i Cinesi)

Una seconda soluzione è Segwit (Segregated Witness). Si tratta di spostare la «Firma» della transazione in una sezione diversa del blocco. L’effetto complessivo è un aumento a 1,7 MB effettivi della capacità ma, soprattutto, risolve alcuni problemi in vista dell’adozione delle Lighting Networks.

Le Lightning Network sono sistemi per gestire i micro-pagamenti al di fuori della blockchain. Le informazioni verrebbero scritte sulla blockchain solamente per i saldi finali.

Attualmente Segwit consente ben pochi benefici e Lighting Network è ancora un idea lontana dall’adozione ma la comunità bitcoin ha scelto questa strada per mantenere una maggiore decentralizzazione.

LE REAZIONI DEL MERCATO

Le notizie hanno guidato i flussi sul mercato. Al momento dell’annuncio (in una mail di Mike Belshe, CEO di Bitgo alla comunità) Bitcoin ha raggiunto i 7800 dollari, nuovo massimo storico.

Dal tenore della mail, infatti, sembrava che la comunità avesse ritrovato un definitivo accordo con la rinuncia da parte del team «core» al fork per non creare divisioni nella comunità e la disponibilità a lavorare insieme per trovare una nuova soluzione.

Evidentemente ciò non ha convinto fino in fondo la comunità e nemmeno gli investitori che, preoccupati di una paralisi nello sviluppo della rete, si sono riversati in massa sul Bitcoin Cash.

Durante il week end Bitcoin è crollato fino a 5550 dollari, perdendo il 30%, mentre Bitcoin Cash ha guadagnato il 300% circa, sforando anche i 2000 dollari.

Attualmente Bitcoin ha recuperato una parte del suo valore, portandosi intorno a 6500 dollari, mentre Bitcoin cash, ha sostanzialmente dimezzato il valore (1100 dollari).

Le particolarità di questo nuovo mercato fanno si che le soluzioni tecniche, spesso molto complesse, facciano da traino ai movimenti di mercato e soprattutto alle prospettive per il lungo termine. Il dibattito sulla scalabilità di Bitcoin non è certo finito ed ancora non esiste una soluzione. Suggeriamo quindi a chi investe in cryptovalute di acquisire una certa conoscenza tecnica e di seguire il dibattito nella comunità.

Il presente articolo è tratto da Consultique.it. Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell’arte delle conoscenze e delle tecnologie. Il presente documento non è da considerarsi esaustivo ma ha solo scopi informativi. La pubblicazione del presente documento non costituisce attività di sollecitazione del pubblico risparmio. Le informazioni ed ogni altro parere resi nel presente documento sono riferiti alla data di redazione del medesimo e possono essere soggetti a modifiche. Consultique S.p.A. non deve essere ritenuta responsabile per eventuali danni, derivanti anche da imprecisioni e/o errori, che possano derivare all’utente e/o a terzi dall’uso dei dati contenuti nel presente documento. Consultique S.p.A. non assume responsabilità in merito al trattamento fiscale degli strumenti illustrati. I pareri espressi da Consultique S.p.A. prescindono da qualsiasi valutazione del profilo di rischio e/o di adeguatezza e sono da intendersi come “Ricerche in Materia di Investimenti” ai sensi dell’art. 27 del Regolamento congiunto Consob e Banca Italia del 29 ottobre 2007 redatte a titolo esclusivamente informativo e non costituiscono in alcun modo prestazione di un servizio di consulenza in materia di investimenti, il quale richiede obbligatoriamente un’analisi delle esigenze finanziarie e del profilo di rischio specifici del singolo utente/cliente, né costituiscono un servizio di sollecitazione in genere all’investimento in strumenti finanziari.

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